Bartali e Coppi : tra i più grandi Campioni del ciclismo italiano

Negli anni '40 e '50, il ciclismo italiano ha vissuto un periodo d'oro, con due protagonisti assoluti: Gino Bartali e Fausto Coppi. Le loro gesta eroiche, le vittorie memorabili e la rivalità accesa hanno contribuito a plasmare l'immagine del ciclismo in Italia e nel mondo.

Le origini della rivalità

La storia tra Bartali e Coppi inizia nel 1940, quando entrambi correvano per la squadra Legnano. Bartali, già affermato come campione, aveva il ruolo di capitano, mentre Coppi era un giovane gregario. Durante una tappa, Bartali fu rallentato da una caduta, e i suoi gregari si fermarono ad aiutarlo. Coppi, seguendo le direttive della squadra, proseguì verso il traguardo, vincendo la tappa e guadagnandosi la maglia rosa. Questo episodio segnò l'inizio di una rivalità che avrebbe infiammato le strade d'Italia per anni. 

Le caratteristiche dei due campioni

Gino Bartali

Nato il 18 luglio 1914 a Ponte a Ema, vicino Firenze, Gino Bartali era soprannominato "Ginettaccio". Era noto per la sua straordinaria resistenza e abilità nelle salite. Ha vinto il Giro d'Italia tre volte (1936, 1937, 1946) e il Tour de France due volte (1938, 1948). Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bartali compì atti eroici, come nascondere documenti falsi nel telaio della sua bicicletta per salvare la vita a molti ebrei italiani. Questo gesto gli valse il riconoscimento postumo come "Giusto tra le Nazioni" da parte di Israele.

Fausto Coppi

Nato il 15 settembre 1919 a Castellania, in Piemonte, Fausto Coppi era soprannominato "Il Campionissimo". Era un ciclista completo, abile sia nelle corse a tappe che nelle corse in salita. Ha vinto il Giro d'Italia cinque volte (1940, 1947, 1949, 1952, 1953) e il Tour de France due volte (1949, 1952). Era un avversario temuto dai suoi rivali e un idolo per i tifosi italiani. 

Momenti iconici della rivalità

Il Giro d'Italia del 1940

Durante il Giro d'Italia del 1940, Coppi, pur essendo un giovane gregario, dimostrò il suo talento vincendo una tappa importante. Bartali, pur essendo il capitano, riconobbe il valore del giovane compagno, ma non nascose la sua delusione per il comportamento della squadra. Questo episodio evidenziò la crescente tensione tra i due ciclisti. 

Il Tour de France del 1952

Uno degli episodi più emblematici della loro rivalità avvenne durante il Tour de France del 1952. In una tappa impegnativa, Coppi e Bartali si trovarono fianco a fianco. Una fotografia immortale li ritrae mentre si scambiano una borraccia, simbolo di un gesto di sportività tra due acerrimi rivali. La verità su chi passò la borraccia rimane incerta, ma l'immagine è diventata un'icona del fair play nel ciclismo. 

L'eredità lasciata

La rivalità tra Bartali e Coppi ha avuto un impatto duraturo sul ciclismo italiano. Ha contribuito a elevare lo sport a livello nazionale, attirando l'attenzione dei media e del pubblico. Le loro vittorie hanno ispirato generazioni di ciclisti e appassionati. Oggi, le loro storie sono raccontate in libri, film e documentari, mantenendo viva la memoria di due dei più grandi campioni che l'Italia abbia mai avuto.

Conclusione

Gino Bartali e Fausto Coppi non sono stati solo rivali sul campo, ma anche simboli di un'epoca, di un'Italia che si risollevava dalle macerie della guerra. La loro storia è un racconto di passione, competizione e rispetto reciproco, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dello sport italiano.